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Senza intermediari

Prenotazioni dirette senza commissioni: le tre cose che servono

La commissione non è la parte cara. Quello che costa è non avere il contatto di chi ha prenotato, e per rimediare servono tre pezzi che si parlano.

· 5 min di lettura

Per ricevere prenotazioni senza che nessuno trattenga una parte del conto ti servono tre cose, e devono parlarsi: una pagina tua che accetti la prenotazione, un'agenda che sappia davvero cosa è libero, e un posto dove quella prenotazione diventi una persona con un nome. Chi ha tutti e tre non paga commissioni per il motivo più semplice che ci sia: non c'è nessuno in mezzo.

La parte difficile non è togliersi da un portale. È avere qualcosa che funzioni il lunedì dopo, quando il telefono suona lo stesso e tu sei in sala. Questo pezzo è su quello.

La commissione si vede. Il costo vero no.

La commissione la leggi sull'estratto conto e fa male una volta al mese. È la parte facile del problema, perché almeno è un numero.

Quello che non si vede è che la persona che ha prenotato non è tua. Non hai la sua mail. Non sai che è la terza volta che viene. Non sai che l'anno scorso a settembre aveva prenotato per otto e quest'anno non si è fatto vivo. E il giorno in cui decidi di smettere, te ne vai con le chiavi del locale e niente altro: la lista dei tuoi clienti resta dov'era.

C'è anche il caso peggiore, ed è quello di cui nessuno parla: il cliente che sarebbe venuto comunque. Quello che passa davanti al tuo locale ogni giorno, che ti conosce, e che prenota dal telefono con l'applicazione che ha già. Su quella prenotazione l'intermediazione non ha aggiunto niente, e ti costa uguale.

Le tre cose che servono

Una pagina che accetti la prenotazione. Non un modulo che ti manda una mail, non un numero di telefono grande in mezzo allo schermo: una cosa in cui la persona sceglie giorno, ora e servizio, e alla fine ha una conferma. Se per prenotare deve scriverti e aspettare che tu risponda, non hai un sistema di prenotazioni. Hai una casella di posta.

Un'agenda che sappia cosa è davvero libero. È qui che quasi tutti si fermano, ed è il pezzo che fa la differenza fra una cosa che funziona e una che ti crea lavoro. L'agenda deve conoscere quanto dura ogni servizio, quante postazioni o quanti tavoli hai, e cosa hai già preso. Altrimenti stai solo spostando il doppio lavoro da un'altra parte, e prima o poi prendi due prenotazioni sullo stesso posto.

Un posto dove la prenotazione diventa una scheda. Nome, contatto, cosa ha preso, quando è venuto. Senza questo hai risolto il problema della commissione e ti sei tenuto quello grosso, cioè che non sai chi sono i tuoi clienti.

Sono tre pezzi, ed è per questo che comprarli separati raramente funziona: tre abbonamenti che non si parlano ti lasciano a fare da ponte, a mano, tutti i giorni.

Il conto che conviene fare, e che devi fare tu

Non ti diremo quanto risparmi, perché non lo sappiamo: dipende da quante prenotazioni ti arrivano da lì, da quanto lascia in media chi arriva così, e da quanto ti trattengono sopra. Sono tre numeri che hai tu e non abbiamo noi.

Quello che possiamo fare è darti dove metterli. Sulle pagine per la ristorazione e per parrucchieri ed estetiste c'è un calcolatore con quelle tre domande. Ci metti i tuoi numeri e vedi cosa torna. L'aritmetica è tua, e va bene così: è l'unico modo perché il risultato ti serva a qualcosa.

Il costo dell'altra strada invece è scritto e non si muove: è una mensilità, la stessa che tu faccia dieci prenotazioni o mille.

Quello che sembra una soluzione e non lo è

Come si passa senza spegnere quello che funziona

Non serve chiudere niente il primo giorno, e non lo consigliamo. La prenotazione diretta va accesa accanto a quello che hai, per il tempo che serve a fidarsi.

L'ordine che ha senso è questo:

  1. Metti in piedi il canale tuo e mandaci chi già ti conosce: chi telefona, chi passa, chi ti scrive.
  2. Guarda per un mese quante prenotazioni arrivano dirette. Adesso puoi vederlo, perché le stai contando.
  3. Poi decidi cosa fare dell'altro canale, con un numero davanti invece che a sensazione.

Chi fa così di solito scopre una cosa: una fetta grossa di quello su cui pagava commissione era gente che aveva già.

Cosa fare questa settimana

Non è un progetto, è un pomeriggio di verifiche:

  1. Apri il tuo sito dal telefono e prova a prenotare. Cronometra. Se in trenta secondi non hai finito, la persona che non ti conosce ha già chiuso.
  2. Conta quante prenotazioni del mese scorso venivano da clienti già tuoi. È la cifra che decide tutto il resto.
  3. Controlla se hai il contatto di chi ha prenotato negli ultimi sei mesi. Se non ce l'hai, quello è il problema, non la percentuale.

In breve

La commissione è il sintomo. Il problema è che il rapporto col cliente sta a casa di qualcun altro.

Si risolve con tre pezzi che devono stare insieme: un posto tuo dove si prenota, un'agenda che sa cosa è libero, e una scheda che si riempie da sola. Noi li vendiamo insieme e non prendiamo commissioni su nessuna prenotazione, mai. Ma la cosa da guardare per prima non è il prezzo: è quanti dei clienti che paghi come nuovi erano già tuoi.

Se ti stai chiedendo cosa costa metterlo in piedi, l'abbiamo scomposto voce per voce: le tre righe di cui è fatto qualunque preventivo. E se il problema prima ancora è che non ti trovano, i tre fattori che decidono se compari su Google.

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